Le alte temperature nella zona del porto di Capodistria non sono una sorpresa. Il porto è costituito da enormi superfici asfaltate e in cemento, magazzini, file di container e migliaia di veicoli in attesa di essere movimentati. In un ambiente del genere le aree verdi sono poche, mentre i materiali assorbono durante il giorno grandi quantità di energia solare e la rilasciano nell’ambiente circostante per molto tempo.
Proprio per questo motivo, l’area portuale può fungere da vero e proprio isola di calore. Mentre gli alberi, l’erba e la vegetazione in generale rinfrescano l’ambiente grazie all’ombra e all’evaporazione dell’acqua, l’asfalto, il cemento, i container metallici e i veicoli accumulano calore.
Le misurazioni presentate nel servizio di TV Koper sollevano quindi una questione più ampia: quanto riscaldamento in più può ancora sopportare l’area compresa tra il porto, Koper e Ancarano? Cosa ci aspetta in futuro?
Con l’ulteriore espansione delle aree portuali e di stoccaggio, si dovrebbe quindi prestare la stessa attenzione alla logistica anche alla rinverdimento, all’ombreggiatura, alla riduzione delle isole di calore e all’impatto sulla qualità della vita delle persone che vivono nelle vicinanze.
Fonte: il giornalista Edi Mavsar, RTV Koper – Capodistria



