Tra le tracce del passato meno evidenti, ma non per questo meno importanti, ad Ancarano c’è il forno pubblico lungo la Jadranska cesta. Molti ci passano davanti in auto o a piedi senza chiedersi quale ruolo avesse un tempo nella vita quotidiana degli abitanti del posto. Oggi è un silenzioso monumento a uno stile di vita ormai passato, in cui le persone spesso condividevano il lavoro e il pane era molto più di un semplice alimento quotidiano.
Nei villaggi istriani, un tempo i forni pubblici non erano una rarità. Venivano costruiti in luoghi dove un unico forno potesse servire più famiglie o l’intero vicinato. In questo modo si risparmiava legna e tempo, ma soprattutto si manteneva l’usanza di cuocere il pane in comune. C’erano giorni specifici dedicati alla cottura, in cui le casalinghe portavano una dopo l’altra l’impasto preparato e aspettavano che arrivasse il turno della loro pagnotta.
La cottura del pane era un rito speciale. Per prima cosa bisognava accendere bene il forno, poi rimuovere le braci e preparare il focolare alla giusta temperatura. Prima dell’introduzione dei moderni forni per il pane, in Istria il pane veniva spesso cotto anche su un focolare all’aperto sotto una «črnpa» – una cupola di argilla o metallo ricoperta di braci. Questo metodo di cottura ha fatto parte per secoli della tradizione culinaria istriana.
Il forno a legna di Ankaran si distingue anche per le sue dimensioni. Gli esperti dell’Istituto per la tutela del patrimonio culturale della Slovenia ritengono che, data la sua grandezza, fosse destinato a una comunità più ampia, il che dimostra che non serviva solo a una casa, ma a un numero maggiore di abitanti della zona. Anche per questo motivo rappresenta una preziosa testimonianza della vita del villaggio di un tempo.
Sebbene oggi non vi si cuocia più il pane, il forno rimane una parte importante del patrimonio locale. Ricorda i tempi in cui la vita era più lenta, il lavoro più legato alla comunità e la quotidianità dipendeva più strettamente dalla collaborazione tra vicini. In essa si nasconde una storia di parsimonia, ingegnosità e aiuto reciproco – valori che per secoli hanno plasmato la vita dei villaggi istriani.
La prossima volta che vi fermerete davanti a questa vecchia fornace, provate a immaginare il profumo del pane appena sfornato, le vivaci chiacchierate tra gli abitanti del villaggio e l’attesa paziente dei bambini per una pagnotta ancora calda. Scene come queste un tempo facevano parte della vita quotidiana, mentre oggi sono conservate soprattutto da rari ma preziosi monumenti, come il forno pubblico di Ancarano.
Redazione Ankaran.si

